Amanti della birra, questa non potete perdervela

Non poteva mancare, una app da veri amanti della birra! Anzi due!
IMG_1287La prima si chiama ILoveBeer ed è un vero manuale per chi vuole sapere di più sulla bibita ambrata che tutti noi conosciamo!
Troverete quattro sezioni: abbinamenti, birre, birrificio e preferiti.

Nelle sezioni Abbinamenti troverete utilissimi piatti, separati per categorie, con i quali abbinare le vostre birre: per una serata tra amici, per una cena romantica, per un semplice aperitivo troverete informazioni davvero utili!

Nella sezione Birre, come potrete immaginare, vengono raccontate, descritte e commentate tante birre, divise per tipologia, per nazione. Tante curiosità vi aspettano, se siete curiosi e volete saperne di più!

Sezione Birrificio, idem come sopra, ma si parla di birrifici!

Al di la della grafica, della qualità dei commenti, ho trovato davvero carina l’idea che è stata messa in piedi con questa app. Creare un’enciclopedia della birra, creare un qualcosa che desse agli amanti della birra, o a chi vuole solo sapere di più, l’opportunità di avere sempre a portata di mano le informazioni necessarie. Un ricettario a base birra, un dizionario che aiuta a gustare la birra nel miglior modo possibile.

Questa app è un diretto collegamento del portale omonimo, ILoveBeer.it , che a sua volta è piccolo bar 2.0 nel quale gli amanti della birra possono perdersi tra curiosità , ricette e quant’altro! Heineken è il brand che gestisce questo portale, e come tutto ciò che nasce da Heineken, fa colpo e colpisce nel segno!

Che dire di più…fateci un giro, troverete la ricetta che fa per voi, il consiglio giusto per la serata che state organizzando!

Esiste anche un’altra app collegata al portale: BeerMobile.

Attraverso questa app si possono svolgere funzioni diverse da quelle raggiungibili con la precedente: è possibile scegliere la propria birra preferita, scoprirne le caratteristiche e, attraverso i sistemi di geolocalizzazione, raggiungere i pub e i locali più vicini dove poterla degustare.

IMG_1289

BeerMobile fornisce, come ILoveBeer, anche informazioni  sulle birre, è presente una guida ad oltre 70 birre, con recensioni, storia, caratteristiche, curiosità e abbinamenti gastronomici; sul mondo della birra in generale: tutto ciò che c’è da sapere sui processi di produzione, le diverse tipologie di birra, i gesti, le tradizioni e le tecniche di spillatura.

Consente inoltre di trovare il pub più vicino a voi o quello in cui si serve la vostra birra preferita!

 

Vengono inoltre segnalati tutti i concorsi relativi al mondo birra: un modo semplice e rapido per partecipare ai concorsi ed essere sempre informato sugli eventi dove la birra è protagonista.

E udite udite, solo per gli utenti Apple, è disponibile anche BeerGame: “un gioco legato alla cultura della birra per divertirsi a vestire i panni del gestore di un locale e mettersi alla prova nella spillatura e nel servizio di una birra perfetta. Gli utenti possono imparare la tecnica della corretta spillatura di una birra lager, grazie al video tutorial che, oltre a spiegare le regole del gioco, mostra le fasi per il corretto servizio di un bicchiere di birra. I punteggi realizzati dai giocatori potranno essere condivisi sul proprio profilo Facebook.” Così viene spiegato sulla pagina di presentazione della app!

Che aspettate allora, andate a scaricarle!!!

Cannavacciuolo, consulente stellato per Fox

Cucine da incubo  è un programma televisivo trasmesso dall’emittente TV britannicaChannel 4 dal 2004 al 2009 in cui il cuoco Gordon Ramsay cercava di salvare dei ristoranti e dei pub sull’orlo del fallimento. Il programma è la versione ambientata nel Regno Unito del successivo Cucine da incubo USA (Kitchen Nightmares), ambientato, invece, negli Stati Uniti.

antonino-cannavacciuolo-default

Gordon ogni settimana, aiuta a riportare al successo dei locali sull’orlo del fallimento. I problemi tipici che deve affrontare sono: sporcizia in cucina, ingredienti avariati, pietanze disgustose, chef arroganti, staff incompetente e scarsa comunicazione.

Lo stesso format è stato riportato in Italia, in questi giorni infatti c’è stata la seconda puntata di Cucine Da Incubo Italia, con il cattivissimo chef stellato Antonino Cannavacciuolo, un nome un programma!

Cannavacciuolo, omone che sotto sotto dimostra ogni puntata di essere un tenerone, risolve la situazione proprio come Chef Ramsey. Quello che però mi ha colpito davvero tanto, forse per deformazione professionale, è che non si limita ad insegnare agli chef che incontra come cucinare meglio, come gestire la sala e tutte quelle mansioni tipiche del ristorante. Lo chef va in profondità e cerca di risolvere i problemi che ci stanno sotto, come un vero consulente attiva un processo di co-costruzione della soluzione. Cerca di scoprire le cause intime e nascoste del disagio che emerge e si esplicita attraverso la non cura del ristorante.

Un vero psicologo!

 

Perché nessuno parla di QuizCross?

quizcross

Quizcross, fratello di Ruzzle, divertente tanto quanto Ruzzle e forse di più. Ma perché non ne sento parlare così tanto come è stato per Ruzzle? Tormentone di questo Natale, anche i notiziari ne parlavano.

Beh, allora ne parlo io. Magari qualcuno non lo conosce ancora, e merita davvero di essere scaricato!

QuizCross, mima il conosciutissimo tris con le X e i O. Visto e rivisto. Ma questo è davvero divertente! Per conquistare una pedina devi rispondere a tre domande. Le varie tematiche spaziano dalla musica alla scienza, dal cinema allo sport e così via.

IMG_1217

Le domande sono a risposta multipla ma il tempo che abbiamo per rispondere è pochissimo. Per ogni risposta corretta che viene data si ottiene una stellina, con tre stelline la pedina è ufficialmente conquistata. Se invece rispondiamo a meno di 3 risposte, la pedina è parzialmente conquistata. Infatti l’avversario, che giocherà dopo di noi, potrà provare a toglierci la pedina conquistando più stelline di noi nella domanda che cerca di rubarci.

Come Ruzzle, anche con QuizCross si possono sfidare gli amici di Facebook e Twitter.

Mettete alla prova la vostra cultura! Davvero non potete non scaricarlo…

e poi fate una partita con me, chiaretta.88 !

Il blog: uno spazio virtuale che collega brand e consumatori

blogboard

“Il blog è un ottimo strumento a disposizione del brand per numerose ragioni e sinceramente credo che goda di ottima salute.

-Possibilità di proporre argomenti diversi alla propria clientela, questo permette sia di far comprendere meglio il proprio pensiero che proporre alternative alla propria offerta.
-Visibilità/SEO
i nostri potenziali clienti potrebbero non conoscerci e ritrovarci grazie ad un post nei risultati di Google
-Credibilità
-Autorevolezza.”
Chi parla è Salvatore Russo, nell’intervista che ho proposto su un blog aperto per un progetto in università e che ormai è chiuso. Quanto detto da Salvatore è confermato anche da una ricerca di Hubspot.com: il blog aziendale è cresciuto fino al 65% nel 2011, nel 2010 era al 61% e nel 2009 era al 48%. Questo significa che gli utenti di Internet utilizzano principalmente i social network e i blog per interagire con i marchi stessi e influenzare le opinioni degli altri utenti.
Il blog è dunque uno strumento molto utile per un brand che vuole aumentare la sua reputazione on-line e farsi conoscere da un pubblico più vasto.
Attraverso un blog è possibile comunicare con l’utente in modo diretto: sviluppare e approfondire argomenti direttamente con i clienti stessi, i lettori possono interagire con l’azienda, possono dire la loro, possono chiedere, possono consigliare. Così facendo si offre ai clienti la possibilità di essere ascoltati: ascoltare il cliente è infatti, come ho affermato fin dal primo post, una delle attività fondamentali su cui il brand deve focalizzarsi; e il blog è lo strumento più adatto a questa richiesta del mercato.
Grazie alla possibilità di interazione offerta dai blog, l’azienda ha anche la possibilità di impostare il discorso verso argomenti che interessano per migliorare, focalizzarsi su un certo tipo di contenuto, chiedere al suo pubblico, sapere direttamente da chi compra i prodotti.
Il blog permette dunque di rendere il consumatore protagonista, crea uno spazio di connessione e di dialogo tra azienda e cliente.
“I blog non si scrivono da soli” così ha concluso Salvatore, per questo voglio consigliare la lettura del sito Retelab.it. Un sito interamente dedicato a offrire consigli utili a chiunque abbia intenzione di iniziare un blog. (Segnalato anche nei Pizzichi di Blog)
Buona lettura!

Coca Cola personalizza la lattina

Amanti delle Coca-Cola all’ascolto, questo è un post per voi! E’ in arrivo anche in Italia una vera e propria rivoluzione: il progetto “Condividi una Coca-Cola” infatti sbarca anche nel nostro paese dopo il successo ottenuto in Australia e Nuova Zelanda.

150 nomi propri saranno stampati sulle famose lattine rosse e dall’8 maggio a fine agosto su tutti gli scaffali dei supermercati italiani. Dopo 127 anni l’azienda che commercializza il soft-drink inventato nel 1886 dal farmacista John Stith Pemberton sostituisce così il marchio con nomi comuni e un progetto che punta forte sulla condivisione nei social network e sul passaparola.

coca

In cosa consiste la campagna di marketing “Share a Coke”?

Il brand Coca-Cola lascerà il posto a nomi generici dei nostri consumatori. Sono stati scelti 150 nomi di battesimo tra i più diffusi in Italia che verranno incisi sulla confezione della bibita e poi distribuiti negli scaffali dei supermercati sulle bottigliette da mezzo litro. Ci saranno anche altre versioni simpatiche con nomi generici come “amico”, “il socio” e infine confezioni famiglia con nomi generici che hanno ancora più a che fare con il concetto di condivisione: ad esempio “mamma” e “papà”.

Fabrizio Nucifora, marketing director di Coca-Cola Italia, ha raccontato alla redazione di Panorama Economia le scelte che stanno alla base di un piano marketing che si presenta come innovativo ed ambizioso, alla ricerca di un brand love che possa fare breccia soprattutto tra i teenager. Riporto le principali domande e le risposte date.

Qual è la strategia di marketing alla base di questa campagna?

Il marchio Coca-Cola ha da sempre cercato di proiettare un punto di vista ottimista e positivo verso i propri consumatori. In più essendo il marchio stesso un’icona pop, vuole trasferire la sua influenza culturale sulla vita di ogni giorno. Volevamo avvicinare il marchio ai teenager italiani, soprattutto nel periodo estivo che condensa le maggiori esperienze di condivisione. Alla base del concetto di promozione “Condividi una Coca-Cola con”, c’è la viralità. Nella nostra intenzione dovrebbe scatenare la voglia di regalare la Coca-Cola per condividerla con qualcuno a cui si tiene.

Quali sono le principali differenze tra questa campagna e quelle che Coca-Cola ha fatto nel passato?

La differenza principale, a parte il fatto di scrivere il nome al posto del logo, è la componente virale o di word of mouth che il programma prevede a cui si aggiunge l’uso più spinto delle piattaforme digitali. Abbiamo promosso l’iniziativa un mese fa recapitando 450/500 couvettes a opinion leaders e celebrities italiane. Abbiamo già 20 milioni di opinioni di persone che spontaneamente hanno deciso di condividere immagini e commenti su questa iniziativa che Coca-Cola ha promosso con loro.

Ecco due delle pubblicità che stanno accompagnando la campagna Coca-Cola. (Alla prima, per ovvi motivi, do il massimo dei voti!)

Evian, divertenti video: strategia easy and funny

Evian, brand di acqua in bottiglia, continua a stupire!

Non tanto per  il prodotto in sè, una bottiglia di acqua si vende da sola, ma per la strategia con cui si promuove. Non punta infatti sulla caratteristiche dell’acqua in sè, diciamolo: chi sente davvero differenza sulle acque? Non parlo delle frizzanti che invece qualche differenza ce l’hanno: si sente la differenza tra una frizzantissima , Brio Blu la Rossa Frizzantissma, e una Ferrarelle che l’anidiride l’ha vista di sfuggita. Ma con le naturali non scherziamo! Come si fa a sentire se c’è tanto o poco sodio? Va beh, sta di fatto che Evian ha deciso che puntare sulla caratteristiche dell’acqua fosse poco utile ha deciso allora di puntare sul FUNNY. Facciamo divertire la gente così da fargli ricordare chi siamo, far sentire in giro il mio nome associandolo a qualcosa di divertente! E cosa c’è meglio di un video per farsi ricordare? Tre video!!

Infatti Evian ha iniziato nel 2011 con questo filmato. La storia che ci sta dietro è semplice: Evian Live Young, quindi bevi Evian e torni giovane.

Segue poi un ulteriore video, stessa filosofia: un breve messaggio, live young, e tanto divertimento!

E infine quest’anno ha realizzato questo video che sta spopolando sul web, in cui si vedono adulti che passando davanti ad uno specchio vedono la loro immagine riflessa: ma nello specchio non ci sono loro, ma il loro corpo è tornato ad essere bambino.

 

Che dire, nonostante si veda che siano palesemente fatti al computer, fanno ridere!

Un divertente modo per parlare di un prodotto che non ha nulla di particolare da elogiare.

Semplice come bere un bicchier d’acqua!!

 

Apple smuove emozioni facendo fare esperienza, epic win!

Il consumatore non compra un prodotto perché convinto solo da una buona comunicazione, ma compra perché il prodotto stesso vale. Il valore non è solo dato da un buon rapporto benefici/costi ma ha anche un aspetto psicologico molto importante dato dall’esperienza d’acquisto.

“Il consumatore è sempre meno rivolto ad  una semplice attività volta a rispondere a necessità specifiche ed è sempre più caratterizzato da aspetti di socialità e dalla ricerca di emozioni da condividere.” (Cova, 2008)

apple-logo_black1Vorrei parlare oggi di un brand che ha fatto dell’esperienza di consumo uno dei suoi punti forti per riuscire ad soddisfare i clienti: Apple. La nota marca fondata da Steve Jobs è riuscita a trovare il modo di coinvolgere, chiunque entri in uno dei negozi della catena, in un’esperienza davvero unica.

Nella fase di acquisto si cerca di rendere l’esperienza d’acquisto più simile possibile all’esperienza d’uso dei prodotti Apple; a questo scopo vengono utilizzate cinque tipologie:

  1. SENSE. Cura della progettazione e del design per un impatto minimalista, essenziale, raffinato e caloroso: vetro e legno; presentazione dei prodotti come opere d’arte in esposizione.
  2. ACT. È possibile provare tutto ciò che è esposto e tutto è funzionante: internet, giochi, musica; immersione totale nel mondo Apple.
  3. RELATE. Si entra a far parte di una community all’interno di un ambiente stimolante, creativo nel quale i protagonisti sono i consumatori.
  4. THINK. Il Genius Bar: un lungo bancone dove gli esperti sono a disposizione per qualsiasi problema; Kids Area: uno spazio dedicato ai più piccoli dove approcciare al computer con arredamento dimensionato.
  5. FEEL. Tramite tutti questi stimoli l’azienda riesce a favorire un’esperienza di tipo affettivo con il marchio.

L’obiettivo dell’esperienza di consumo è di accrescere la fedeltà del cliente e favorire un ricordo positivo di tale esperienza. Mettendo a proprio agio il cliente, lasciandogli la libertà di muoversi nel negozio e permettendogli di provare i prodotti, egli rimarrà impressionato positivamente dal brand e non potrà che ricevere sensazioni e pensieri positivi per tale brand.

Ci sarà dunque un riscontro positivo per quello che riguarda la fedeltà e l’apprezzamento dei prodotti e attaccamento maggiore alla marca.

Di seguito l’intervista a Ron Johnson, ex senior VP for retail proprio da Apple. Tanti spunti utili e interessanti. Gentilemente segnalatami qualche mese fa da Stefania Boleso, il cui blog consiglio caldamente!!!

What I Learned Building the Apple Store
by Ron Johnson

When I announced that I was leaving Apple to take the reins as CEO of J.C. Penney this month, the business press (and lots of others) began speculating about whether I could replicate the Apple Store’s success in such a dramatically different retail setting. One of the most common comments I heard was that the Apple Store succeeded because it carried Apple products and catered to the brand’s famously passionate customers. Well, yes, Apple products do pull people into stores. But you don’t need to stock iPads to create an irresistible retail environment. You have to create a store that’s more than a store to people.
Think about this: Any store has to provide products people want to buy. That’s a given. But if Apple products were the key to the Stores’ success, how do you explain the fact that people flock to the stores to buy Apple products at full price when Wal-Mart, Best-Buy, and Target carry most of them, often discounted in various ways, and Amazon carries them all — and doesn’t charge sales tax!
People come to the Apple Store for the experience — and they’re willing to pay a premium for that. There are lots of components to that experience, but maybe the most important — and this is something that can translate to any retailer — is that the staff isn’t focused on selling stuff, it’s focused on building relationships and trying to make people’s lives better. That may sound hokey, but it’s true. The staff is exceptionally well trained, and they’re not on commission, so it makes no difference to them if they sell you an expensive new computer or help you make your old one run better so you’re happy with it. Their job is to figure out what you need and help you get it, even if it’s a product Apple doesn’t carry. Compare that with other retailers where the emphasis is on cross-selling and upselling and, basically, encouraging customers to buy more, even if they don’t want or need it. That doesn’t enrich their lives, and it doesn’t deepen the retailer’s relationship with them. It just makes their wallets lighter.
So the challenge for retailers isn’t “how do we mimic the Apple Store” or any other store that seems like a good model. It’s a very different problem, one that’s conceptually similar to what Steve Jobs faced with the iPhone. He didn’t ask, “How do we build a phone that can achieve a two percent market share?” He asked, “How do we reinvent the telephone?” In the same way, retailers shouldn’t be asking, “How do we create a store that’s going to do $15 million a year?” They should be asking, “How do we reinvent the store to enrich our customers’ lives?”
It’s not easy, of course. People forget that the Apple Store encountered some bumps along the way. No one came to the Genius bar during the first years. We even had Evian water in refrigerators for customers to try to get them to sit down and spend time at the bar. But we stuck with it because we knew that face-to-face support was the very best way to help customers. Three years after the Genius Bar launched, it was so popular we had to set up a reservation system.
There isn’t one solution. Each retailer will need to find its own unique formula. But I can say with confidence that the retailers that win the future are the ones that start from scratch and figure out how to create fundamentally new types of value for customers.

 

Apple stirs emotions making experience, epic win!

The consumer does not buy a product just because he was convinced by good communication, but he/her buys because the product itself is worth. The value, it is not only given by a good cost / benefit ratio but also has a psychological aspect is very important given the experience of purchase.

“The consumer is not oriented to a simple activity that make him/her gain specific needs, but he/she is increasingly characterized by aspects of social life and the search for emotions to share.” (Cova, 2008)

I would like to talk today about a brand that has made the experience of shopping one of its strengths to be able to satisfy customers: Apple. The famous brand founded by Steve Jobs has managed to find ways to involve all actors in one of the stores in the chain, in a truly unique experience.

They tried to make the shopping experience as similar as possible to the real experience you have trying the Apple products, using these five types:

SENSE. Care planning and design for maximum impact, minimalist, minimalist, refined and warm: glass and wood; presentation of products as works of art on display.
ACT. You can try all that is exposed and everything is working: internet, games, music, soaking in the Apple world.
RELATE. It becomes part of a community within a stimulating environment, in which the protagonists are creative consumers.
THINK. The Genius Bar: a long bar where experts are available for any problems; Kids Area: an area dedicated to children where to approach the computer with furniture sized.
FEEL. Through all of these incentives the company can make the consumer loves the brand.
The goal of the experience of consumption is aimed to increase customer loyalty and foster a positive memory of this experience. Putting the customer at ease, leaving him/her the freedom to move in the store and allowing him/her to try the products, he/she  will be impressed by the brand and will only receive positive thoughts and feelings for that brand.

Thus there will be a positive for what concerns the loyalty and appreciation of products and greater attachment to the brand.