Adesivi si o adesivi no? Facebook ci fa scegliere!

Sono contraria, lo dico fin da subito. Così per non essere fraintesa!

Ma ecco che vi racconto la storia dall’inizio: da ieri è possibile inserire nei commenti ai post, i fantastici stickers che già si potevano da tempo utilizzare nell’applicazione Messanger.

Gli stickers sono in sostanza degli emoticon giganti da utilizzare al posto delle parole per esprimere emozioni, pensieri, pareri o altro tramite un’immagine.

Questa è la notizia. Questi gli stickers.

Schermata 2014-10-15 alle 16.07.16 Schermata 2014-10-15 alle 16.07.29Schermata 2014-10-15 alle 16.07.40Schermata 2014-10-15 alle 16.46.14

Il mio commento è abbastanza semplice: il nostro linguaggio è già abbastanza impoverito in questo periodo storico, ci manca solo che le poche cose che riusciamo a dire, le diciamo tramite immagini…e nemmeno di alto livello.

Ok, stiamo cercando di imitare gli americani che sono sintetici? Io gli adoro gli americani, sia chiaro, penso che le parole americane siano favolose, chiare, sintetiche…ma sono parole, non stikers!!

In questo modo quello che sembra è che stiamo solo emulando adolescenti incalliti, che passano le giornate su WhatzApp e Ask piuttosto che imparare le regioni italiane.

Si, qualcuno potrebbe ribattere che gli adolescenti e il loro linguaggio sono il futuro…scusate la franchezza, ma inorridisco al pensiero…

Altri potrebbero dire che è utile per le ricerche…si ma con un’emoticon mica capisci cosa dice esattamente la persona…cosa sta dietro a un omino con gli occhiali? Potrebbe essere visto in mille modi…a tal proposito vi faccio ridere e vi consiglio caldamente di dare un’occhiata a questo divertente articolo di Deejay? Si parla di Emoji e non Facebook ma il concetto è lo stesso…confusione!!

Come andrà a finire? Flop totale o moda? Non so, so solo che lo abbiamo già visto mille volte negli ultimi anni: al cambiamento ci si adatta, quello che prima sembra insulso e inutile, brutto, aberrante, delirante…poi piace!

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Un viral video per…spiegare la sicurezza durante un volo!

E questo, lo avete visto?

Viral allo stato puro, ribaltamento delle regole, ribaltamento degli stereotipi, ribaltamento di tutto insomma…che crea engagement a tutto spiano!

Social strategy in rete, come cosa quando perché!

Riprendiamo il filone dei due post precedenti, riguardo al brand engagement e alla differenza tra social media e social network. Non so se avevate capito, sono parte della mia tesi, ecco perché sono così social media focused ultimamente 🙂

Cosa deve fare un’azienda che vuole essere “social”?

Innanzitutto deve prevedere una strategia e pianificare le proprie mosse. È necessario adottare un approccio consapevole e riflessivo in modo tale da poter sfruttare tutte le opportunità offerte dai social media. Utilizzare la pianificazione strategica per lo sviluppo di strategie adatte ai social media che supportano gli obiettivi che il brand si è prefissato di raggiungere, sia in termini di comunicazione che di marketing aziendale. Inoltre deve conoscere esattamente a chi si vuole rivolgere, quali sono i target di riferimento e quali reti di social media sono le più adatte per creare relazione con il target stabilito. In seconda battuta deve pensare al contenuto, che ha sicuramente un appeal decisamente alto quando si parla di social media. Infatti il brand ha una sola opportunità di fare colpo sul cliente, se il messaggio non è abbastanza coinvolgente o non colpisce, allora il consumatore non condividerà tale messaggio ma neanche tornerà a guardare così volontariamente la pagina del brand. Portare le persone a condividere contenuti non accade per caso. È necessario creare messaggi incisivi e che ispirino il pensiero e l’azione attraverso un contenuto ben sviluppato e adatto al social media. I messaggi del brand devono raccontare storie che parlino del brand stesso, che portino in maniera significativa le persone a voler condividere tale contenuto con i suoi amici, follower. L’errore più comune che si possa fare è quello di pensare ai social media come luogo di vendita dei prodotti. Spingendo la comunicazione sui social media in quella direzione non si arriva a nulla e si finisce solo per azzerare il traffico di contatti in Rete. Bisogna invece riuscire a pensare a quali informazioni potrebbero essere le più apprezzate dai potenziali clienti, quali potrebbero essere loro utili o di beneficio, così facendo il brand riesce a creare relazioni durature e forti che porteranno alla nascita di engagement stabile e duraturo. Con i mezzi di comunicazione sociale, i brand in Rete dovrebbero cercare di “ispirare” le persone, per contribuire a creare comprensione, dialogo e quindi fiducia.

Il brand che vuole creare CBE in Rete, deve essere in grado di favorire l’interazione ed essere pronto ad ascoltare ciò che il consumatore ha da dire. Il brand deve anche riuscire a rendersi conto che ascoltare direttamente la voce del cliente è un’importantissima opportunità di crescita: i social media sono forum per connettersi con potenziali clienti e ricevere feedback, positivi e negativi, che possono essere utilizzati per migliorare la qualità dei prodotti, sempre aggiornati e di migliorare il servizio clienti. Inoltre, dopo la nascita dei nuovi media digitali, la quantità di consumatori che si connettono attraverso dispositivi mobili e smartphone è impressionante; la condivisione attraverso i social media è una attività che viene svolta 24 su 24 7 giorni su 7, i clienti commentano, condividono e interagiscono giorno e notte.

(Su questo testo come su gli altri in cui specifico che sono parte della mia Tesi, per favore vi chiedo la gentilezza di non fare copia incolla spudorato ma per lo meno di chiedermi il “permesso” come vuole la legge non scritta del bravo social blogger ;)! )

Engagement attraverso i social media, social network? Si può, eccome!!

Cosa possono offrire i nuovi media digitali alle aziende che vogliono creare consumer-brand engagement (CBE) in Rete? Come possono essere sfruttati i nuovi media per creare relazioni durature con il consumatore che portino poi a fedeltà ed engagement?

Come ho detto anche nel post precedente, la natura stessa di social media e social network è quella di creare condivisione, interesse, dialogo, interazione e che quindi non c’è media migliore per il brand che vuole cercare di instaurare relazioni stabili con il consumatore. Inoltre le statistiche mostrano che circa il 75 per cento delle persone è propensa a condividere in Rete, con i propri amici, colleghi e familiari, i contenuti che vengono ritenuti in linea con i propri valori e pensieri. Quindi non solo questi strumenti permettono di costruire una relazione stabile per il solo fatto di avere determinate caratteristiche, ma vengono anche molto apprezzati ed usati da tutto il mondo dei consumatori, che conoscendo il valore aggiuntivo di tali media li sfrutta a pieno. L’attività che porta alla nascita di CBE in Rete non è altro che un particolare word-of-mouth (passaparola) alimentato dalla tecnologia offerta dai nuovi media.

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Utilizzando i social media in modo efficace dunque il brand potrà aumentare la sua presenza in Rete e creare una comunità sociale ottimale per farsi conoscere nel mercato e stabilire relazioni forti. Essere “social” attraverso Facebook, YouTube, Twitter, Pinterest e altri siti dovrebbe essere parte della strategia di marketing e comunicazione di ogni azienda che davvero vuole essere competitiva nel presente e nel futuro. Per creare una buona strategia però ci vuole bene attenta pianificazione, è necessario creare contenuti coinvolgenti, mantenere il contatto con i vostri destinatari in maniera regolare e costante, capire su quale social network è meglio essere presenti e in che modo. L’aspetto più importante è sicuramente avere la capacità di creare relazioni con le persone e intrattenere conversazioni con esse. La strategia di comunicazione attraverso i social media deve essere necessariamente indirizzata verso la scoperta di informazioni e la condivisione; ogni interazione che si cerca di creare attraverso i social media ha il potenziale per raggiungere molte persone nuove, ecco un altro motivo per cui essere “social” e fare comunicazione “social” è così importante per un’azienda che vuole essere competitiva. I social media, infatti, contribuiscono a diffondere il messaggio, la personalità del brand e attrarre nuovo pubblico, sia attraverso la comunicazione diretta del brand sia attraverso il passaparola fatto dagli altri utenti della Rete in comunicazione tra di loro.
Le conseguenze della presenza in Rete del brand sono quindi enormi, e tutte contribuiscono a far sviluppare il CBE. Utilizzando i social media in modo coerente infatti il brand potrà essere in gradi di mostrare ai clienti la direzione in cui sta andando il brand, che cosa sta facendo e cosa può fare per loro; dare informazioni in merito alle offerte promozionali, che, se verranno condivise dall’utente, aiuteranno il brand ad ottenere ulteriori potenziali acquirenti; fornire un ottimo servizio clienti, ascoltando e rispondendo a ciò che i clienti hanno da dire sul brand e per il brand; la costruzione di una relazione più profonda attraverso la quale i clienti potranno conoscere e supportare l’azienda e quindi costruire CBE.

 

(Su questo testo come su gli altri in cui specifico che sono parte della mia Tesi, per favore vi chiedo la gentilezza di non fare copia incolla spudorato ma per lo meno di chiedermi il “permesso” come vuole la legge non scritta del bravo social blogger ;)! )

Social media o Social Network?

Sono sparita per un pò ma per una giusta causa, anzi due. La prima è l’università, ho dato quattro esami e sto scrivendo la tesi, mi sto concedendo un po’ di tempo per fare entrambi fatti come si deve! La seconda causa, quella più divertente è che sono stata a Cesenatico a fare un GymCamp, da allentarice però!

Beh ma non siamo qui a raccontare i fatti miei, anche se in questo caso centrano. Eh si, perchè una notte, presa da un attacco di tesi profonda ho iniziato a pensare alla differenza tra social media e social network. Non venendone a capo ho deciso di chiedere aiuto ai guru del web, in questo caso ho chiesto alle social gnock, un bel gruppetto di donne che sono sempre pronte ad aiutare.

Ecco cosa ne è uscito. N.B. è un pezzettino della mia tesi, quindi per favore prima di copiare spudoratamente chiedetemi il permesso grazie 🙂

 

Entriamo nel dettaglio e cerchiamo di capire la differenza tra i due termini utilizzando la definizione di Andreas Kaplan e Michael Haenlein presente in un articolo uscito nel 2009: i social media sono “un gruppo di applicazioni basate sul web e costruite sui paradigmi (tecnologici ed ideologici) del web 2.0 che permettono lo scambio e la creazione di contenuti generati dagli utenti.” Altre definizioni ampliano il concetto e affermano che i social media fanno riferimento al concetto di stile Web 2.0 e consistono in attività, pratiche e comportamenti tra le comunità di persone che vanno online per condividere contenuti, informazioni, esperienze e per dialogare tra di loro, con i brand e con le aziende. Dunque i social media sono un modo per condividere contenuti con un vasto pubblico, un veicolo per condividere le informazioni con la nostra community: ciò che rende possibile l’interazione con gli altri. Esistono sei tipologie di social media (Kaplan e Haenlein):

– Blog e microblog (es:Twitter)

– Siti di social networking (es:Facebook)

– Mondi virtuali di gioco (es: World of Warcraft)

– Mondi virtuali sociali (es: SecondLife)

– Progetti collaborativi (es: Wikipedia)

SocialMediaLandscape

– Content communities (community che condividono materiale multimediale, es:Youtube)

Secondo Kaplan e Haenlein i social media possono assumere forme differenti e possono essere classificati in base a due macro criteri: la presenza social e ricchezza media e ai processi sociali con i quali sono generati i contenuti.

Oggi, dato che lo scenario è in costante e continua evoluzione, il contesto dei social media è ben raffigurato dalla figura 12 pubblicata dal blogger francese Fred Cavazza.

 

 

 

I social network sono invece “lo strumento attraverso il quale poter condividere e dialogare” (Peretti 2011). La “rete sociale” nasce tra le scienze sociali come concetto teorico usato per descrivere le relazioni tra individui, gruppi e organizzazioni. Più semplicemente i social network rappresentano un reticolo di persone unite tra loro da interessi di varia natura, un ambiente web dove le persone con un interesse o un bisogno comune, si riuniscono per comunicare, incontrarsi e condividere informazioni. Possiamo affermare che i social network sono parte dei social media, sono un loro sottoinsieme. Per la precisione sono uno degli strumenti che l’azienda può utilizzare per attuare una strategia di presenza sui social media. I social network più diffusi nel mondo sono:

– MySpace, il primo social network di successo, nato nel 2003;

– Facebook, 2004, oggi è il più importante fenomeno di tutti i tempi, che ha raggiunto oltre 200 milioni di utenti in meno di un anno;

– Linkedin, lanciato nel 2003 con l’obiettivo di creare un network di professionisti che potessero scambiarsi curriculum e competenze, è oggi un potente strumento di ricerca del lavoro sia da parte di aziende che di candidati.

Semplificando possiamo dire che i social network sono le relazioni sociali di cui si fa parte, la nostra rete di contatti, mentre i social media sono gli strumenti che ci permettono di ampliare tale rete grazie alla condivisione di contenuti.