Mi piego ma non mi spezzo

Sono stata assente per un sacco, troppo, tempo…ma perdonatemi: mi sono sposata!

Ho avuto giusto un paio di cose da fare in questo periodo e poi, dopo le grandi fatiche emozionanti, mi sono rilassata in viaggio di nozze…beata me ;)!

Ma ora si torna a fare sul serio…e per questo che mi ripropongo a voi, gente del web, con una divertentissima notizia di quelle che piacciono a noi amanti del social!

Non so se avete presente iPhone 6 (chi non lo conosce?’???!)…beh hanno scoperto che si piega.

Quanto di più favoloso per chi dei social fa il suo mestiere…apriti cielo, o meglio apriti Twitter!

Nasce così #bendgate ovvero: come usare un difetto di un concorrente per farsi pubblicità facendo ridere il mondo intero.

E ho riso anche io, che Apple la adoro!

I brand che si sono fronteggiati a colpi di immagini non si sono certo risparmiati…andate a vedere su Twitter le migliaia di foto che appaiono se si usa l’hastag #bendgate.

Ecco un paio di esempi

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Uniqlo e Twitter: accoppiata very #lucky!

Sempre seguendo il tema del post precedente, ovvero esempi reali in cui la strategia di marketing utilizzata dall’azienda è stata un successo inaspettato, oggi propongo il caso Uniqlo-Twitter.

Uniqlo, azienda che produce e vende abbigliamento, ha lanciato in Inghilterra un’operazione attraverso Twitter, con l’obiettivo di valorizzare il suo e-commerce, creare engagement e passaparola, coinvolgere le persona in maniera innovativa e far diventare popolare Uniqlo nei trends di Twitter. Se aumentano i trends si entra in un circolo virtuoso che alza l’awareness della marca, il numero di follower, le visite al sito e via dicendo.

L’idea era partita dopo il lancio di un sito web, gestito da Uniqlo, che presentava una selezione di 10 articoli di abbigliamento.

Uniqlo_twitter

 Cliccando su uno di questi capi, in automatico si apriva Twitter, con un messaggio pre-impostato e un apposito hastag #luckycounters. Ogni volta che qualche utente inviava tale tweet, il prezzo del capo calava. In sostanza a furia di cinguettare, si poteva addirittura far ridurre il prezzo del capo tra il 50 e il 60% (acquistabile solo online e solo 100 capi per tipologia).

Al termine di tale iniziativa social, Uniqlo ha raggiunto i 5.000 followers su Twitter; il risultato principale però va misurato attraverso la visibilità che ha avuto ovunque nel mondo, blogger e siti hanno parlato di tale iniziativa creando ulteriore passaparola, l’awareness legata al brand, il ranking nei motori di ricerca, che è migliorato, e la forza di aver utilizzato per primi uno strumento come Twitter legandolo all’e-commerce.

Nel caso appena mostrato, la strategia di comunicazione e marketing, messa in atto dall’azienda attraverso Twitter, ha cercato di andare in una direzione diversa da quella che solitamente viene utilizzata nel social, cioè fare solo leva sulle possibilità di relazione e conversazione.

Facendo attivare i consumatori, Uniqlo ha puntato sul passaparola positivo creato grazie all’ingaggio di ogni utente che, vedendo i 10 capi selezionati, twittava il messaggio con l’hastag #luckycounters. L’azienda è riuscita a creare movimento intorno al suo marchio senza limitarsi all’ascolto passivo delle conversazioni online su Twitter, ma proponendo contenuto attivo, tale da toccare la componente emozionale che caratterizza il CBE e che riesce a coinvolgere i consumatori.